Recensioni

Recensione La Repubblica 06.09.2015

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Intervista agli autori dell’antologia “NeroNovecento” su “Liberi di scrivere”:

http://liberidiscrivereblog.wordpress.com/2013/09/06/antologia-neronovecento-intervista-collettiva-prima-parte/
http://liberidiscrivereblog.wordpress.com/2013/09/07/antologia-neronovecento-intervista-collettiva-seconda-parte/

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La Domenica di Repubblica” 01/09/2013, p. 47

La Domenica di Repubblica 01.09.2013

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Quando la rima si fa assassina diciassette autori a confronto

“Il Tirreno” 20 giugno 2013 —   pagina 22   sezione: Lucca

di Riccardo Cardellicchio
S’intriga la rima, la morte s’avvicina… Sì, anche i versi possono essere assassini. Stando a Riccardo Parigi e Massimo Sozzi, coppia collaudata del giallo italiano, i quali hanno messo insieme l’antologia “Rime assassine”, pubblicata da Effigi (pagg. 385, euro 14), casa editrice di Arcidosso. Sui diciassette autori, compresi loro stessi, fiorentini, una dozzina ha etichetta toscana. Ci sono Alessandro Angeli e Massimiliano Tozzi di Grosseto, Antonella Cocolli di Massa Marittima, i pistoiesi Cristina Bianchi, Susanna Daniele, Stefano Fiori, Giuseppe Previti, Enrico Tozzi e Laura Vignali, e i fiorentini Lucia Bruni, Donatella Fabbri e Maurizio Pagnini. L’antologia si fa leggere. I racconti sono interessanti, intelligenti, ben scritti. Al punto che si può confermare ciò che da tempo non pochi vanno sostenendo: non si deve parlare più di letteratura gialla, nei suoi diversi aspetti, relegandola in serie B, ma di Letteratura. E c’è chi, come Franco Foschi, di professione pediatra, fama di romanziere e sceneggiatore, azzarda poesie criminali. L’idea sarebbe buona se non risultasse una sorta di “Spoon River” in salsa bolognese. Comunque, l’antologia di Parigi e Sozzi esce dai canoni. Non è d’occasione, come altre, uscite anche di recente, possono aver dato l’impressione. E’ pensata, per fare un’operazione culturale. Sì, prende spunto dal giallo classico, che usa opere poetiche (si veda “Inferno” di Dan Brown) per trasformarle in enigmi, ma va oltre: la poesia è intesa – sostengono i curatori del colume – «come magnifica ossessione, come potente e conturbante mezzo espressivo in grado di scatenare in certi personaggi, al pari di un pericoloso innesco, accese passioni, pulsioni vendicative, perversioni, bramosie incontenibili, deliri devastanti». Tutta la poesia, anche quella popolare, fatta di filastrocche, stornelli e bruscelli, capaci d’essere provocatori, insidiosi..

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“Italia in giallo” di Sergio Pent, Tuttolibri de La Stampa, sabato 21 febbraio 2004, p. 5

Sergio Pent Tuttolibri La Stampa 21.02.2004
 Anno Domini 1799 su Tuttolibri de La Stampa - Sergio Pent